Trattamenti

La tossina botulinica è un farmaco che permette di inibire temporaneamente l’azione dei muscoli mimici del volto riducendo la formazione delle rughe da espressione.
La tossina botulinica è indicata per il trattamento delle rughe da espressione (dinamiche) della parte superiore del volto: fronte e regione perioculare, rughe glabellari (cioè delle rughe che si formano tra le sopracciglia).
Un’altra importante indicazione all’uso della tossina botulinica è l’iperidrosi, ovvero l’eccessiva sudorazione ascellare, alle mani o ai piedi che può essere efficacemente eliminata con questo trattamento.
La Dr.ssa Dalila Vergani utilizza come tossine botulinica Azzalure e Vistabex.

TECNICA:

La tossina botulinica viene iniettata in piccolissime dosi nelle regioni interessate mediante una siringa dotata di un ago sottilissimo (da insulina pediatrica)
Il trattamento con il botulino è ambulatoriale, senza ricovero e senza anestesia e dura circa 15-20 minuti.
L’effetto di rilassamento dei muscoli mimici e di attenuazione delle rughe inizia dopo circa 5-10 giorni dal trattamento e dura circa 5-6 mesi, dopodiché è possibile ripetere il trattamento periodicamente.

ANESTESIA:

Il trattamento con la tossina botulinica non richiede alcun tipo di anestesia essendo praticamente indolore.

TEMPI DI RECUPERO:

Le iniezioni di tossina botulinica vengono effettuate all’interno dei muscoli mimici e non lasciano alcun segno visibile Dopo 10 minuti dall’infiltrazione è possibile truccarsi, tornare al lavoro e svolgere le normali attività giornaliere. E’ consigliato aspettare circa dieci giorni prima di esporsi al sole.
Qualunque effetto collaterale dovesse verificarsi sarà comunque temporaneo, reversibile e di lieve entità.

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dr.dalilavergani@gmail.com

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Il paziente adatto al trattamento con il botulino presenta eccessiva sudorazione a:

  • Mani
  • Piedi
  • Ascelle
  • Testa

La Tossina Botulinica blocca temporaneamente la produzione di acetilcolina, il composto chimico coinvolto nella trasmissione degli impulsi nervosi alla ghiandola sudoripara. In questo modo manca alla ghiandola il catalizzatore dell’impulso e la produzione di sudore viene limitata. Il trattamento è molto efficace e soddisfa le aspettative della maggioranza dei pazienti.

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L’Acido Jaluronico è molecola è essenziale per la formazione della matrice di collagene e di fibre elastiche e per il mantenimento dell’idratazione cutanea. Le alterazioni dell’acido ialuronico presente nella pelle contribuiscono, nel tempo, all’invecchiamento cutaneo. L’Acido Jaluronico esiste in natura in tutti gli organismi viventi ed è un componente universale degli spazi tra le cellule dei tessuti del corpo (spazio extracellulare). Si tratta di una molecola che ha una struttura chimica identica in ogni essere vivente. Essendo quindi chimicamente identico in tutte le specie e in tutti i tipi di tessuto, l’acido ialuronico presenta una totale biocompatibilità. L’Acido Jaluronico usato in medicina estetica è un gel sterile, visco-elastico, incolore e trasparente composto da molecole incrociate di ialuronato.
L’Acido Jaluronico Naturale (presente nelle Biostimolazioni ) viene lavorato chimicamente e “cross-linkato” diventando un Filler ovvero un riempitivo.

Il Filler di acido Jaluronico è un materiale riassorbibile e presenta proprio grazie alla sua “scomparsa” diversi vantaggi come quello di “assecondare ” i cambiamenti dei nostri volumi dovuti al naturale processo di invecchiamento e alla gravità.
Il Filler di Acido Jaluronico non è quindi un mono-trattamento risolutivo , ma rientra nell’ambito delle procedure temporali e ripetitive come tossina botulinica, peelings, fili biostimolanti etc…..

Le infiltrazioni di Filler a base di acido ialuronico sono indicate per la correzione di:

  • Labbra: pienezza e turgore e bordo del vermiglio, volume e contorno delle labbra
  • Rughe e pieghe (nasolabiali, perilabiali e commessure orali, rughe glabellari, perioculari )
  • Rimodellamento solco lacrimale e papebra inferiore
  • Rimodellamento del contorno del viso (es. guance, zigomi e mento), ,
  • Rimodellamento del naso, Rinofiller (rinoplastica non chirurgica)
  • Esiti cicatriziali post-acneici, post-traumatici,
  • Inestetismi dei tessuti molli,
  • Rimodellamento del corpo

TECNICA:

Il Filler di Acido Jaluronico viene iniettato nelle regioni interessate mediante una siringa dotata di un ago (sottilissimo per le zone del viso , poco più grande per le zone del corpo) oppure tramite ago-cannula. Le iniezioni di Filler di Acido Jaluronico vengono effettuate in ambulatorio e il trattamento dura 15-30 minuti. Il Filler di acido ialuronico non è un filler permanente. Ciò significa che una volta iniettato, il prodotto viene progressivamente metabolizzato e quindi riassorbito dall’organismo con tempi variabili a seconda della zona trattata e del tipo di preparato utilizzato. L’effetto di riempimento e aumento di volume o attenuazione delle rughe è immediato e dura dai 4 ai 12 mesi, dopo di che è possibile ripetere il trattamento periodicamente.

ANESTESIA:

Generalmente viene utilizzata una pomata anestetica o iniezione di anestetico locale.

TEMPI DI RECUPERO:

Trattandosi di una sostanza naturale, il Filler di Acido Jaluronico non presenta particolari controindicazioni. Nelle prime 24-48 ore dopo il trattamento a base di acido ialuronico può apparire un lieve rossore e la zona trattata potrebbe risultare leggermente più gonfia rispetto al risultato che si vuole ottenere. Si può verificare un piccolo livido nella zona di iniezione. Dopo qualche ora è comunque possibile coprire la zona che è stata trattata con del trucco o del rossetto. Gli effetti sono visibili immediatamente e il trattamento non richiede alcuna convalescenza. La paziente può quindi far ritorno tranquillamente alla propria vita di tutti i giorni. Nelle ore successive al trattamento bisogna evitare l’esposizione al sole e lampade UVA, saune e docce troppo calde. E’ necessario inoltre aspettare almeno una settimana per esporsi al sole o alle lampade solari e per riprendere l’attività sportiva.

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Il Rinofiller è una tecnica di rinoplastica non chirurgica che permette di correggere i difetti e le piccole gobbe del naso senza bisturi, evitando quindi di andare incontro a tutti i possibili disagi legati al post operatorio.
Il Rinofiller è una tecnica di medicina estetica completamente ambulatoriale poco invasiva, che può durare dai 20 ai 30 minuti e generalmente non comporta dolore, che si basa sull’inserimento di impianti sub-dermici per correggere i difetti estetici del naso. Il Rinofiller utilizza materiali riassorbibili e gli effetti del trattamento durano dai 12 ai 16 mesi. I tempi di riassorbimento possono variare. Per mantenere gli effetti del Rinofiller è consigliabile sottoporsi al trattamento una volta l’anno.

TECNICA:

Attraverso una serie di micro-iniezioni il Filler di Acido Jaluronico vene iniettato nel naso e in particolare in tre punti: alla radice del naso, per far scomparire la cosiddetta “gobba”, alla punta, per ottenere un naso all’insù, oppure sul dorso, nel caso si presenti il cosiddetto “naso a sella”, che ha spazi vuoti da riempire. Infine, iniettando micro-gocce di tossina botulinica tra le narici, si rilassa il muscolo che abbassa la punta del naso durante la risata ottenendo anche in questo caso un innalzamento della punta.

ANESTESIA:

Non necessita il ricorso ad alcuna anestesia. Le microiniezioni sono infatti ben tollerate da tutte le pazienti, anche se la soglia del dolore è soggettiva e alcune persone possono essere più sensibili di altre. Per questo in alcuni casi è possibile l’applicazione di una pomata anestetica o di ghiaccio nella mezz’ora precedente all’applicazione del trattamento, per rendere più semplice l’esecuzione del Rinofiller.

TEMPI DI RECUPERO:

Gli effetti del Rinofiller sono visibili immediatamente e il trattamento non richiede alcuna convalescenza. La paziente può quindi far ritorno tranquillamente alla propria vita di tutti i giorni. Dopo il Rinofiller si può presentare un gonfiore lieve in prossimità della sede dell’infiltrazione o, più raramente, qualche piccolo livido, esattamente come accade dopo le infiltrazioni per eliminare le rughe. La punta del naso è in genere la zona più sensibile, perché è li che la tensione cutanea è più marcata. Per questo l’iniezione va fatta con estrema attenzione e delicatezza. Nelle ore successive al trattamento bisogna evitare l’uso di occhiali sulle aree trattate, l’esposizione al sole e lampade UVA, saune e docce troppo calde. E’ necessario inoltre aspettare almeno una settimana per esporsi al sole o alle lampade solari e per riprendere l’attività sportiva. Gli effetti collaterali che possono essere associati alle micro-iniezioni del Rinofiller sono in linea con quelli comunemente riscontrabili con gli altri trattamenti di medicina estetica effettuati con i filler.

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La pelle intorno agli occhi è molto sottile, delicata, povera di grasso, e quindi soggetta a invecchiare precocemente tanto che già in giovane età appaiono le prime rughe, le occhiaie, le borse e con gli anni, anche le palpebre superiori tendono a scendere.
Oggi possibile avere uno sguardo più giovane senza bisturi.
Il trattamento prevede l’utilizzo di varie tecniche che agiscono in sinergia tra loro e che vengono scelte valutando la problematica soggettiva del paziente.
Per correggere le zampe di gallina è sufficiente ricorrere a qualche iniezione di tossina botulinica di tipo A
L’azione della tossina botulinica di tipo A ha il potere di ridurre l’attività dei muscoli limitandone la loro contrazione e di conseguenza la formazione delle rughe. Per ottenere dei risultati naturali sono sufficienti piccole quantità poiché la sua azione è semplicemente quella di rallentare il movimento dei muscoli e di conseguenza una naturale distensione delle rughe addolcendo l’espressione generale del volto senza nulla togliere alla sua capacità espressiva.
La tossina botulinica di tipo A ha un bagaglio vastissimo di ricerca e letteratura scientifica che certificano la sicurezza della sostanza e la conferma che il trattamento non crea danni di alcun genere.
Oltre alla tecnica con tossina botulinica, per la palpebra superiore può essere eseguita la Blefaro-EAST
La blefaro-EAST è una nuova tecnica di medicina estetica per correggere i rilassamenti della pelle delle palpebre superiori dovuti al passare del tempo.
Non è chirurgica e si basa su micro applicazioni localizzate di calore che portano ad una riduzione della pelle in eccesso nella zona palpebrale superiore.

TECNICA:

Il trattamento dura pochi minuti e non è affatto invasivo. Attraverso il Trattamento con E.A.S.T.: micro radio bisturi a sublimazione dermica con arco voltaico, la Dr.ssa Dalila Vergani pratica delle micro scottature sulla zona interessata da trattare : il calore sviluppato provoca una contrazione del primo strato di cute , senza coinvolgere minimamente i tessuti sottostanti, riducendo cosi la pelle in eccesso. In questo modo la piega abbondante dell’occhio diventa più distesa e dona allo sguardo un aspetto più fresco. Il trattamento richiede circa mezz’ora e sono di solito necessarie dalle 2 alle 4 sedute per ottenere un buon risultato.

ANESTESIA:

Non necessita il ricorso ad alcuna anestesia. Le micro-scottature sono infatti ben tollerate da tutte le pazienti, anche se la soglia del dolore è soggettiva e alcune persone possono essere più sensibili di altre. Per questo in alcuni casi è possibile l’applicazione di una pomata anestetica o di ghiaccio nella mezz’ora precedente all’applicazione del trattamento, per rendere più semplice l’esecuzione.

TEMPI DI RECUPERO:

Dopo il trattamento si formano delle piccolissime croste nella zona trattata che però scompaiono nell’arco di pochi giorni: importante evitare sfregamenti.
Il recupero è velocissimo e non si creano ematomi post trattamento.

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Per quanto riguarda la palpebra inferiore, oggi è possibile dire addio a borse e occhiaie, grazie a prodotti iniettabili, concepiti esclusivamente per questo inestetismo che interessa donne e uomini. Anni di ricerca scientifica e sperimentazione clinica hanno dato vita ad un filler (Redensity 2) specifico per questi “difetti” che, per la sua innovativa formulazione, contiene un mix di sostanze naturali, biocompatibili, riassorbibili quali: acido ialuronico, otto aminoacidi, tre potenti antiossidanti, minerali quali zinco e rame, e la vitamina B6, al fine di ottenere, contemporaneamente, una adeguata idratazione, ristrutturazione, rigenerazione e protezione delle cellule del derma. I laboratori svizzeri TEOXANE di Ginevra hanno studiato e sviluppato un prodotto con acido ialuronico come base, con una formulazione specifica per questa zona, che non comporta gonfiore. Con questo prodotto si è riusciti a trovare una soluzione a un problema finora irrisolto: la controindicazione del fatto che assorbendo l’acqua, l’acido ialuronico peggiorava il problema gonfiando ancor di più la zona; promuovendo di fatto l’effetto opposto a quello che si voleva ottenere.
Al giorno d’oggi con questo nuovo prodotto di TEOXANE si ottiene un risultato molto buono e molto veloce nella cura delle occhiaie.

TECNICA:

La zona delle occhiaie è una zona anatomicamente complicata: l’inserimento del filler può avvenire in superficie o in profondità dipendentemente dal tipo di occhiaia da correggere. In primis una piccola distinzione tra un’occhiaia giovane, solitamente a ridosso della radice del naso, e una occhiaia più estesa, che può arrivare fino allo zigomo.
Le corrette indicazioni per l’infiltrazione di Redensity II sono rappresentate da:

  • occhiaie
  • deformità del solco lacrimale

Il filler può essere inserito tramite ago, oppure utilizzando la tecnica con ago-cannula che permette l’inserimento del prodotto, evitando possibili rischi.
Teosyal Redensity II è un prodotto morbido, che permette al medico il controllo completo del risultato e della sua resa estremamente naturale.

ANESTESIA:

Non necessita il ricorso ad alcuna anestesia. In alcuni casi è possibile l’applicazione di una pomata anestetica o di ghiaccio nella mezz’ora precedente all’applicazione del trattamento, per rendere più semplice l’esecuzione.

TEMPI DI RECUPERO:

Può succedere che subito dopo il trattamento, appaia un lieve gonfiore o qualche ematoma: sono effetti puramente transitori dovuti al trauma da ago, che tendono a scomparire entro qualche giorno. Il trattamento può essere eseguito in qualsiasi periodo dell’anno.
Da tenere presente che trattandosi, come deve essere di un prodotto riassorbibile, dovrà essere ripetuto dopo dieci-dodici mesi.

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Il peeling chimico ( dal verbo inglese to peel, pelare) è un trattamento che serve ad accelerare il processo di rinnovamento cellulare: l’applicazione di un agente chimico sulla pelle che ne stimola l’esfoliazione e la velocità di rigenerazione. Il Peeling Chimico Medico non va confuso col peeling estetico che è invece una esfoliazione del solo strato corneo della cute ne’ con lo scrub che consiste nella esfoliazione fatta attraverso agenti fisici (spugnette ruvide per esempio) e non chimici.
Il Peeling Chimico Medico, causando la distruzione delle fibre collagene esistenti e la rimozione dei legami esistenti tra le cellule dell’epidermide, determina la rigenerazione di nuove fibre collagene attraverso lo stimolo di tipo chimico che viene dato ai fibroblasti
Attenua irregolarità della superficie cutanea come micro rughe superficiali e cicatrici dell’acne, macchie cutanee di varia origine, acne in fase attiva. Trova inoltre indicazione in tutti coloro che desiderano ridare luminosità e levigatezza alla pelle messa a dura prova da stress, inquinamento, invecchiamento.
È un trattamento adatto in caso di cicatrici da acne, rosacea, dermatite .
Si dividono in peeling ‘superficiali’ che danno una esfoliazione superficiale, che interessa il solo strato corneo, in peeling “medi” e “profondi”, che invece, sono in grado di penetrare più in profondità, fino nel derma.
Esistono differenti tipi di Peeling Chimico Medico, a seconda dell’inestetismo che si voglia trattare o della problematica cutanea da curare. In assenza di problematiche specifiche il Peeling e’ consigliato anche come stimolo alla rigenerazione della cute con effetto quindi preventivo.

 

  • Peeling all’ACIDO TRICLORORACETICO (25-40%) è un peeling medio-profondo, può essere utilizzato per ridurre macchie solari o senili e anche per il miglioramento di cicatrici acneiche
  • Peeling all’ACIDO GLICOLICO ( fino all’80%) può essere utilizzato per trattare le rughe da crono-invecchiamento e foto-invecchiamento:
  • Peeling all’ACIDO PIRUVICO e all’ACIDO SALICILICO oltre all’utilizzo per crono e foto-invecchiamento, da buoni risultati anche in caso di acne o pelle seborroica.
    La soluzione di Jessner e’ particolarmente adatta per schiarire la pelle o migliorare le rughe.
  • Peeling all’ACIDO MANDELICO è tra i peeling più superficiali, elimina il solo strato corneo della cute ma da’ notevoli risultati in termini di luminosità della cute, per questo viene anche detto ‘peeling da sposa’.

Il PRX – T33

Il PRX T33 è un peeling innovativo a base di acido tricloroacetico (TCA), noto per le sue caratteristiche ristrutturanti, al 33% e 5% di acido cogico , tamponato con perossido di idrogeno, che penetra velocemente nelle membrane cellulari neutralizzando l’effetto esfoliante del TCA.
Grazie alla sua particolare formulazione avviene una stimolazione potente nel derma più profondo donando luminosità alla cute. Questo particolare tipo di peeling è particolarmente indicato per trattare il viso in tutta la sua totalità, per il collo e per il dècollétee
E’ consigliato sia alle donne che agli uomini di qualunque età, consente di effettuare una biostimolazione senza aghi e si può eseguire anche d’estate in quanto non è fotosensibilizzante

TECNICA:

Si applica sulla pelle una soluzione contenente uno o più agenti chimici. La durata del trattamento è variabile (in genere pochi minuti) e dipende sia dalle caratteristiche del paziente sia dal prodotto utilizzato: a seconda dell’acido scelto, della sua concentrazione e a seconda dell’effetto che si voglia ottenere
Il peeling viene quindi neutralizzato con apposita sostanza tampone; successivamente sulla cute viene applicata una crema molto idratante e restitutiva; eventualmente viene anche applicata una protezione solare. Il ciclo di trattamento prevede 3-4 sedute a intervalli di circa 20-30 giorni giorni l’una dall’altra, per dare tempo alla pelle di rigenerarsi. La pelle appare subito più giovane, luminosa e levigata. Dopo diverse sedute, i benefici sono numerosi: le micro-rughe superficiali si riducono, le eventuali macchie della pelle si attenuano, talvolta fino a scomparire del tutto. Recenti studi suggeriscono inoltre che questo trattamento possa avere anche un ruolo nella riduzione dell’incidenza di alcuni tumori della pelle

TEMPI DI RECUPERO:

Durante l’applicazione è possibile avvertire una sensazione di bruciore, che però scompare rapidamente. Nei giorni successivi può essere presente arrossamento e si verifica una desquamazione, più o meno evidente a seconda delle caratteristiche individuali e del prodotto utilizzato. È indispensabile l’applicazione di una crema con schermo solare 50+ per diverse settimane in modo da proteggere la pelle da raggi UV e potenziare gli effetti del trattamento  le stagioni più adatte sono l’autunno e l’inverno proprio perché le ore di luce solare sono ridotte. Il peeling non va fatto prima dell’esposizione solare, per cui va programmato tenendo conto di eventuali vacanze in montagna o in località marine all’estero.
IL PRX T33 PUO ESSERE EFFETTUATO ANCHE IN ESTATE PERCHE NON FOTOSENSIBILIZZA LA CUTE. Viene infatti definito un “Peeling Estivo”.
Il Peeling Chimico Medico ben si combina con tutte le altre tecniche di medicina estetica quali per esempio la biostimolazione con fili o acido ialuronico, il Filler ed il Botulino.

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Il lifting non chirurgico è un effetto lifting che si ottiene senza che venga utilizzata la chirurgia. Questa metodica è permessa dall’applicazione di più trattamenti in sinergia tra loro.

La Dr.ssa Dalila Vergani valuta, attraverso un’accurata Visita Medico Estetica, ogni singolo paziente in modo da poter consigliare l’iter terapeutico migliore per ognuno.

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Per discromia cutanea si intende la presenza di “macchie” di numero ed estensione variabile, più chiare o più scure rispetto alla normale tonalità cromatica della pelle e sostanzialmente dovute ad una carenza o ad un eccesso localizzato di melanina.
Si parla di ipocromia (o acromia nella sua forma più grave) per le macchie chiare e di ipercromia per le macchie più scure.

LE CAUSE

Le cause possono essere le più disparate: da un effetto pigmentante anomalo e disomogeneo da parte del sole, sia esso spontaneo in soggetti predisposti (cloasma) o indotto da fattori irritativi chimici locali come dermatiti pigmentarie da essenze profumate o da lattice di fico, oppure come esito di ustioni solari ripetute (ceratosi attiniche) o esito di reazioni infiammatorie particolarmente intense (pigmentazioni post-infiammatorie).
Le ipercromie possono essere anche di natura biotica, indotte dalla iper-proliferazione di miceti, come nella Pitiriasi versicolor ipercromizzante, o da batteri come nell’eritrasma.
Le cause delle macchie ipocromiche, invece, possono essere di natura autoimmunitaria, come nel caso della vitiligine, di natura post-flogistica come nella pitiriasi alba (eczematide ipocromizzante) o di natura infettiva (pitiriasi versicolor ipocromizzante).
Sono diversi sono gli approcci terapeutici a disposizione, a seconda della natura del disturbo discromico e alla sua estensione in ampiezza e profondità.
In una prima fase la Dr.ssa Dalila Vergani raccoglie una dettagliata anamnesi con domande sull´igiene di vita generale, eventuali patologie cutanee, assunzioni di farmaci, allergie e tipologia di cosmetici usati.
Procede poi con la valutazione dell´idratazione, tonicità, presenza di eritema, couperose, desquamazioni, acne e cicatrici derivanti, , grado di invecchiamento .
Il passo successivo sarà l´osservazione tramite lampada di Wood, una metodica che grazie alla luce ultravioletta ci consente di valutare gli inestetismi al di là della percezione che si ha ad occhio nudo, gli inestetismi infatti assumeranno un colore diverso in base alla gravità e all´ossidazione, verrà poi scattata una foto da allegare alla scheda cliente.
Raccolti i dati si procederà alla valutazione e alla prescrizione del protocollo di trattamento.

TECNICA:

Per quanto riguarda le iper-pigmentazioni, in prima battuta si ricorre all’uso di topici depigmentanti. Agli agenti topici depigmentanti spesso si associa, in soggetti selezionati, sedute di uno specifico Peeling Chimico Medico . Si può ricorrere anche a terapie fisiche più aggressive, come il Trattamento con E.A.S.T.: micro radio bisturi a sublimazione dermica con arco voltaico.
Per quanto riguarda le iperpigmentazioni di origine infettiva, chiaramente la terapia è di tipo antimicrobico mirato.

Le ipocromie, richiedono trattamenti differenziati e spesso con scarsi successi.
La vitiligine, sempre imprevedibile e di difficile approccio terapeutico, risponde meglio se localizzata al volto; per essa si ricorre a terapia immunosoppressiva locale (unguenti cortisonici potenti) o generale nei casi più estesi ed impegnativi (boli cortisonici parenterali o ciclosporina per os), oppure a ripetute sedute di fototerapia con UVB a banda stretta, con discreti risultati.
L’eczematide ipocromizzante, ritenuta da molti una forma lieve di dermatite atopica, di solito risponde a brevi cicli di terapia cortisonica topica, con successivo uso locale (o per via orale) di prodotti a base di Acido para-aminobenzoico, una molecola ad azione melano-stimolante.
Le macchie cutanee chiare della Pitiriasi versicolor, nella sua variante ipocromizzante, scompaiono anche a distanza di alcune settimane dalla sospensione della terapia a base di antimicotici locali o per via generale.
La prevenzione delle macchie scure della pelle, ed in particolar modo del cloasma del volto nelle donne, è affidata a schermi solari ad alta protezione in combinazione con depigmentanti da usarsi per tutto il periodo di irradiazione solare estiva. Poco o nulla si può fare per la prevenzione delle discromie ipocromiche.

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I nostri capelli sono composti fino al 95% da proteine solide, tra le quali la cheratina, una sostanza stabile non solubile in acqua che conferisce ai capelli una grande capacità di resistenza.. La caduta dei capelli è un processo naturale. Tutti noi perdiamo circa 60-100 capelli al giorno, e proprio grazie a questa caduta, i nostri capelli si rigenerano. La rigenerazione dei capelli passa attraverso tre fasi: di crescita (anagen), di passaggio (catagen) e di riposo (telogen). Nella fase di crescita dal follicolo pilifero si forma un capello. Se in questa fase la matrice dei capelli viene danneggiata, il capello entra nella fase catagen precocemente e per il danno subìto, il processo di caduta può essere sottoposto a un’improvvisa accelerazione.

Se la caduta dei capelli si presenta in una misura maggiore del normale e dura più a lungo, questo comporta la perdita di molti più capelli e in questo caso ci troviamo di fronte a un problema che dobbiamo curare. La forza e lo spessore dei capelli variano da un individuo all’altro. Sono gli ormoni a influenzare maggiormente i capelli, per questo in genere le donne hanno capelli più spessi. Ma la calvizie maschile (androgenetica) si può manifestare anche nelle donne, a causa di un aumento del livello di di-idro-testosterone nell’organismo.

Ecco comunque le cause più comuni della perdita di capelli: stress, cambio di stagione, inquinamento ambientale, trattamenti cosmetici aggressivi (alcune sostanze contenute nei prodotti per capelli possono causarne la caduta, soprattutto dopo tinte e colorazioni per capelli), fattori ereditari, squilibri o cambiamenti ormonali (gravidanze o menopausa), diete drastiche, disturbi alimentari (bulimia e anoressia tra i vari sconvolgimenti fisici che causano, possono provocare anche una precoce e importante caduta di capelli), assenza di vitamina A (la carenza di questa vitamina, che assicura la salute e il nutrimento del capello, può provocare esiti spiacevoli, come un invecchiamento precoce dei capelli e la conseguente caduta), carenza di zinco (lo zinco è responsabile della formazione della cheratina, che compone capelli e unghie, una sua carenza comporterebbe pelle e capelli più sofferenti) .

Per il trattamento delle calvizie si agisce con due metodiche sinergiche:
la Carbossiterapia e con un trattamento iniettivo a basedi acido jaluronico e polipeptidi bio-mimetici DR. CYJ HAIR FILLER

Il DR. CYJ HAIR FILLER è un innovativo trattamento che non solo arresta il processo di perdita dei capelli ma ha anche un effetto di ricrescita.
Il trattamento DR. CYJ HAIR FILLER è un’esclusiva formulazione contenente lo 0,7% di Acido Ialuronico reticolato con un complesso di 7 peptidi bio-mimetici specifici per la prevenzione della caduta dei capelli, il rinfoltimento e la cura del cuoio capelluto.
L’Acido Ialuronico ad altissimo peso molecolare utilizzato forma dei legami con il complesso peptidico garantendone il rilascio prolungato e l’attività continuativa dei 7 Peptidi Bio-mimetici utilizzati:

  • Attività anti-caduta
  • Intervengono nei meccanismi di segnalazione precoce del processo di caduta
  • Promozione della crescita
  • Rigenerano i follicoli danneggiati e ne attivano di nuovi
  • Attività di contrasto dei radicali liberi
  • Prevengono i danni cellulari dei capelli dovuti allo stress, all’esposizione ai raggi UV e ad altri fattori ambientali
  • Attività di angiogenesi
  • Stimolo dello sviluppo di nuovi vasi sanguigni così da fornire nutrimento a cuoio capelluto e follicoli piliferi.

TECNICA:

Il trattamento prevede un ciclo di iniezioni nel cuoio capelluto, generalmente si inizia con 4 sedute, una ogni 2 settimane. Durante le medesime sedute, dopo aver eseguito la fase iniettiva, si pratica carbossiterapia. Successivamente, in base ai risultati ottenuti, si decide insieme come proseguire, con un trattamento ogni 1-3 mesi di richiamo e stimolazione.

ANESTESIA:

Non necessita il ricorso ad alcuna anestesia. Le microiniezioni sono infatti ben tollerate da tutte le pazienti.

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La BIOSTIMOLAZIONE è una terapia iniettiva intradermica distrettuale (su viso, sul collo, sul décolleté, sulle mani, sul corpo) di sostanze atte a stimolare i fibroblasti a produrre elastina, collagene, acido Ialuronico e quindi idonee a prevenire crono e foto-invecchiamento, molto efficace per stimolare la rigenerazione cellulare.
È uno dei trattamenti di Medicina Estetica più richiesti perché è una tecnica mininvasiva
E’ consigliata in caso di perdita di tono, grinze diffuse e piccole rughe, disidratazione, stress da eccessiva esposizione al sole o alle lampade abbronzanti, nei cambi di stagione e dopo i trattamenti esfolianti come peeling e laser.

L’OBIETTIVO DELLA BIOSTIMOLAZIONE?

Rallentare l’invecchiamento cutaneo, assicurare alla pelle una buona luminosità, una buona elasticità, un normale turgore.

L’invecchiamento è un fenomeno che determina sul volto umano una serie di complicati cambiamenti volumetrici microscopici e macroscopici.
Questi cambiamenti sono esacerbati dal riassorbimento del supporto profondo tridimensionale strutturale, dalla gravità, dalla ridistribuzione del grasso sottocutaneo, da abitudini errate e da fattori ambientali
Nell’invecchiamento si determina un sovvertimento dell’architettura vascolare del derma e dell’ipoderma associata ad una diminuzione di numero e di attività dei fibroblasti. Le modificazioni dell’epidermide contribuiscono a determinare l’aspetto della pelle
La pelle invecchiata può essere espressione di un invecchiamento fisiologico o di un invecchiamento foto-indotto
Questo processo di invecchiamento si traduce nella comparsa RUGHE e PIEGHE sul volto.
In passato le tecniche chirurgiche avevano dominato nel campo del ringiovanimento del volto.
Oggi molte sono le possibilità per promuovere la salute e la giovinezza della pelle e tra queste la BIOSTIMOLAZIONE cutanea.
La Dr.ssa Dalila Vergani ha scelto le seguenti Biostimolazioni:

BIOSTIMOLAZIONI VISO COLLO DECOLLETE e MANI:

ACIDO JALURONICO NATURALE:

ACIDO JALURONICO DEBOLMENTE CROSS-LINKATI:

ACIDO JALURONICO CON AMINOACIDI:

ACIDO JALURONICO CON MANNITOLO:

ACIDO JALURONICO CON AMINOACIDI ED ALTRE SOSTANZE:

BIOSTIMOLAZINE SENZA AGHI:

BIOSTIMOLAZIONI CORPO: ADDOME, SENO, GLUTEI, COSCE, BRACCIA:

  • JALUPRO HMW Indicato per il trattamento delle depressioni importanti (coscia, ginocchia, braccia, smagliature)
  • PLINEST BODY favorisce tonicità ed elasticità della cute del corpo e rimodellamento smagliature ( ottimo se associato con Carbossiterapia )
  • SKIN R Ottimizza la fisiologia cutanea attraverso l’attivazione fibroblastica al fine di aumentare la rigidità del derma con deposito di collagene cicatriziale di tipo I. Contiene una soluzione acida ed ipertonica di aminoacidi precursori che favoriscono la formazione di collagene fibrotico di tipo I.Si ottiene così una fibrosi del derma con distensione del tessuto soprastante.
  • SKIN COLIN Contiene, oltre ai frammenti di Acido Jaluronico, anche la Colina, precursore dell’Acetil-Colina cutanea, per un’azione tonica sulla cute e per un effetto anti-photoaging.

TECNICA:

La Biostimolazione viene iniettata nelle regioni interessate mediante una siringa dotata di un ago (sottilissimo per le zone del viso, collo, décolleté, mani e corpo). Il trattamento dura 15-30 minuti. Ogni Biostimolazione ha protocolli di applicazione differenti e personali basati su un’attenta valutazione del paziente per poter ripetere il trattamento periodicamente.
Per quanto riguarda il PRX T33 invece NON vengono utilizzati aghi , ma si applica il peeling massaggiandolo sulle zone interessate e si ripete il trattamento periodicamente più volte l’anno, sempre previa valutazione soggettiva del paziente.

ANESTESIA:

Generalmente non viene utilizzata anestesia perché le Biostimolazioni sono ben tollerate da tutti i pazienti.

TEMPI DI RECUPERO:

Le Biostimolazioni non presentano particolari controindicazioni.

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La Radiofrequenza Medica è un sistema di trasferimento di cariche elettriche, ottenuto attraverso l’emissione di una corrente elettromagnetica ad alta frequenza (250 Khz), tra due elettrodi, in grado di generare calore.
L’energia termica emessa dal macchinario penetra in profondità, senza danneggiare gli strati superficiali dell’epidermide.

Esercita diversi effetti benefici:

  • stimola l’attività dei fibroblasti, le cellule produttrici di collagene, elastina e acido ialuronico, che danno sostegno alla pelle, la idratano, la rendono elastica e tonica;
  • rafforza il connettivo, il nostro tessuto di sostegno;
  • provoca un immediato accorciamento delle fibre collagene ed elastiche, generando un effetto di tensione cutanea;
  • migliora il microcircolo, aumentando l’ossigenazione della pelle che così appare più compatta e lucente;

La Radiofrequenza Medica determina un miglioramento generale dell`aspetto e della consistenza della pelle: è utile per combattere la lassità cutanea limitata ad alcune zone e aumentarne la tonicità dei tessuti. A questo scopo viene usata soprattutto per le guance, il mento, il collo, il décolleté, le braccia, l’addome, i glutei, l’interno coscia.

TECNICA:

L’esecuzione è molto semplice: viene applicata un’apposita crema conduttrice sulla zona da trattare e attraverso un manipolo viene distribuito il calore, sia livello degli strati più superficiali, sia a livello  del grasso sottocutaneo superficiale Possono essere applicate sostanze idratanti e tonificanti che vengono veicolate nel derma. I più usati sono l’acido ialuronico in gel, le vitamine e gli aminoacidi. In questo modo, si ottengono più effetti combinati. Il trattamento dura circa 30 minuti.

ANESTESIA:

Il trattamento è indolore, piacevole e sicuro. Terminata la seduta, il  ritorno al sociale è immediato, anche se può permanere per le prime ore un leggero arrossamento della cute.

FREQUENZA DELLE SEDUTE:

Il numero di sedute di Radiofrequenza Medica varia in base al tipo di inestetismo, all’estensione della zona da trattare , mediamente sono indicate cinque-sei sedute di radiofrequenza. I primi risultati sono visibili già dopo la prima seduta grazie alla contrazione delle fibre di collagene, invece per gli effetti più profondi bisogna aspettare almeno un mese-un mese e mezzo, il tempo necessario affinché venga avviata la produzione di nuove fibre elastiche. Per mantenere i risultati nel tempo sono necessarie delle sedute di mantenimento.

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Fili Biostimolanti in PDO (polidioxanone) sono un medical-device già abbondantemente utilizzato in chirurgia grazie alle loro qualità di sicurezza e biocompatibilità. Il loro utilizzo in medicina estetica è più recente e risale circa ad una quindicina di anni fa ed è dovuto alla capacità che hanno di stimolare la neo-collageno-genesi (il collagene è la proteina che dona elasticità e compattezza alla pelle) creando un sostegno ai tessuti, determinando così un vero e proprio ringiovanimento della struttura cutanea (texture).

Il polidioxanone è un materiale sintetico utilizzato in chirurgia, 100% riassorbibile (tramite il meccanismo di idrolisi); Non allergizzante, Non produce intolleranze; Non tossico; Non immunogenico; Minima reazione infiammatoria; Non contenente metalli pesanti (nichel free).
Il Filo Biostimolante svolge una duplice funzione: inizialmente sollecita i fibroblasti cutanei creando un’intensa biostimolazione dei tessuti e poi, successivamente al deposito di fibrina sulla rete creata da questi fili posizionati perpendicolarmente tra loro, fornisce un delicato sostegno nell’area interessata. Quindi, serve a migliorare la pelle senza cambiamenti radicali, a definire e ripristinare i contorni, a sostenere le zone lasse e a migliorare la texture e l’elasticità cutanea.

Ciò si traduce in un ricompattamento dei piani sottocutanei che ripristina e ridefinisce i profili del viso e del corpo. I migliori candidati per i Fili Biostimolanti sono donne e uomini che notano la comparsa di un rilassamento cutaneo del viso ( guancia, profilo mandibolare, angoli della bocca, ecc.), del collo e del corpo (addome, fianchi, interno cosce, braccia).

È fondamentale comunque ricercare la giusta indicazione ed il saper eseguire una corretta anamnesi prima di procedere: non tutti i visi sono uguali; la tipologia del filo ed il numero di fili da utilizzare sono condizioni variabili a seconda della situazione : l’età del paziente, lo spessore della cute, il grado del cedimento ed la quantità di pelle in eccesso, e l’ estensione dell’area da trattare.
Non rispettare uno o più di questi parametri significherebbe sprecare il trattamento senza ottenerne i relativi benefici.
La Dr.ssa Dalila Vergani sa che spesso le aspettative del paziente sono alte e sarà quindi importante sostenere un colloquio con il paziente prima di procedere con il trattamento per chiarire con onestà ogni dubbio e senza creare false aspettative.
La caratteristica più apprezzata è la non invasività di questa procedura.

TECNICA:

I Fili Biostimolanti in PDO vengono impiantati nel derma mediante aghi. La lunghezza e lo spessore del filo sono scelti in base alla tipologia del tessuto da trattare e la vastità della zona da coprire L’impianto dei Fili Biostimolanti avviene a livello dermico. Gli aghi vengono posizionati a raggiera oppure a reticolo.
Vengono inseriti numerosi Fili Biostimolanti (più numerosi sono migliore sarà l’effetto) per creare un vero reticolo sottocutaneo affinché si crei una specie di “sostegno” o impalcatura. Durante la prima seduta la Dr.ssa Dalila Vergani preferisce impiantare un numero minimo di Fili Biostimolanti, circa 20 o 30. Successivamente ad un controllo a distanza di due mesi effettua un’altra seduta dove possono essere impiantati altri Fili Biostimolanti, sia nella stessa area per un ulteriore rafforzamento dell’effetto, sia nelle aree adiacenti per uniformare il risultato. Poiché la durata dei fili è di ca 6 – 8 mesi potrebbero rendersi necessarie alcune sedute di richiamo.
Il miglioramento in termini di tensione e compattezza della pelle è dovuta a ciò che succederà successivamente all’impianto, e cioè alla reazione fisiologica del nostro organismo intorno ai Fili Biostimolanti inseriti: la fibrosi reattiva. I Fili Biostimolanti inseriti stimoleranno, attraverso lo stato infiammatorio che generano, la produzione di collagene ed elastina. Questo processo impiega circa 20 giorni e raggiunge il suo picco già dopo quattro settimane; prosegue fino al riassorbimento dei Fili Biostimolanti che avviene dopo circa 180 giorni. La pelle conserva tonicità e luminosità per 12/18 mesi.

ANESTESIA:

Generalmente non viene utilizzata anestesia, qualora il paziente lo richieda è possibile applicare un’anestesia locale.

TEMPI DI RECUPERO:

Le modalità d’intervento e la natura del composto PDO escludono il rischio di ispessimento e cicatrici. L’unico effetto collaterale è rappresentato da una leggera reazione infiammatoria che tende a scomparire dopo pochi giorni o piccoli lividi occultabili con un leggero make up.
Si tratta di una procedura molto sicura, gli effetti collaterali sono molto rari.

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I Fili di Trazione hanno le stesse proprietà rivitalizzanti dei Fili Biostimolanti a cui si aggiunge quella trazionante che dona un effetto lifting davvero sorprendente. Questi Fili di Trazione contengono le cosiddette “ancore” o “spine” che assicurano un auto ancoraggio e che permettono di dare un vero effetto liftante di maggiore durata (anche 18 e più mesi).
I Fili di Trazione possano essere una validissima metodica che ha come obiettivo il ricompattamento dei volumi e la ridefinizione l’ovale del volto, soprattutto quando combinata con metodiche che la completano.
La trazione che il filo esercita avviene a livello sottocutaneo, ed è possibile grazie ad una semplice azione meccanica, dove quest’ultimo, munito di apposite “ancorette” o “spine” bidirezionali ne permette l’auto-ancoraggio senza bisogno di essere fissato.
I Fili di Trazione producono uno stimolo meccanico di stiramento della matrice extracellulare, il miglioramento in termini di tensione e compattezza della pelle è dovuta, al di là dell’effetto trazionante immediato, a ciò che succederà in un secondo tempo, e cioè alla reazione fisiologica del nostro organismo intorno ai fili inseriti: la fibrosi reattiva.
La particolarità di questo trattamento è la sua non invasività, la non necessità di passare attraverso la sala operatoria, la degenza, l’anestesia, tagli e cicatrici, contesti inevitabili durante un processo più chirurgico.

TECNICA:

La Dr.ssa Dalila Vergani sceglie la lunghezza e lo spessore del filo in base alla tipologia del tessuto da trattare e la vastità della zona da coprire, di conseguenza individua in tale area i punti di sostegno per poter creare un collegamento tra loro. L’impianto di tali Fili di Trazione prevede l’utilizzo di un’ago-cannula, all’interno della quale è contenuto il Filo di Trazione.
Vengono individuati uno o più punti d’accesso per permettere il passaggio dell’ago-cannula attraverso la cute.
L’ago-cannula (avendo una punta smussa ) a differenza del classico ago permette di trattare il paziente provocando meno traumatismi in termine di ematomi.
Una volta inserita l’ago-cannula lungo il tragitto studiato per un migliore sollevamento dei tessuti, si applica una lieve pressione nel punto di arrivo, permettendo alla parte terminale del filo il miglior ancoraggio e si sfila l’ago-cannula. Finita questa operazione viene trazionata con forza l’estremità del filo opposta, cioè quella che emerge dall’accesso d’entrata, successivamente tale estremità viene tagliata e fatta scivolare all’interno.
Il risultato è naturale, progressivo e sempre più gradevole nel tempo. Dopo alcuni giorni è visibile un importante effetto di tonificazione dei tessuti.
Inoltre, l’effetto del trattamento è anche la stimolazione e l’aumento del metabolismo e del flusso sanguigno delle zone trattate, con conseguente miglioramento della luminosità cutanea.
Dopo quattro settimane, inizia la sintesi del collagene che permette la formazione di una struttura di sostegno con importante effetto tensore.
Dopo quattro mesi questo effetto è al suo massimo, poiché vi è stato un graduale incapsulamento del filo nel tessuto connettivo fibroso e la formazione di collagene attorno al filo stesso.
Dopo circa otto mesi i Fili di Trazione sono stati completamente riassorbiti mediante azione idrolitica, in maniera del tutto naturale, ma l’effetto biostimolante dura ancora, poiché il supporto meccanico prodotto dai fili, stabile per 12-18 mesi, avrà generato un’importante stimolazione endogena i cui benefici saranno visibili molto più a lungo.

ANESTESIA:

Generalmente viene utilizzata anestesia di tipo locale mediante creme topiche o piccole iniezioni sub-dermiche.

TEMPI DI RECUPERO:

Terminato il trattamento il paziente riceve una medicazione con cerotti che proteggono il piccolo foro di entrata del filo e che hanno lo scopo di comprimere l’area trattata, ma non presenterà alcun altro segno visibile tranne un leggero rossore che scomparirà in pochi minuti, e potrà riprendere immediatamente le sue normali attività quotidiane.

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La Carbossiterapia è una procedura non chirurgica utilizzata in medicina estetica, in cui viene somministrata anidride carbonica allo stato gassoso da un macchinario specifico per via sottocutanea o per via intradermica attraverso degli aghi di piccolissime dimensioni (30-32 G).

MECCANISMO D’AZIONE:

  • Ossigenazione dei tessuti
  • Vasodilatazione: aumento della perfusione delle aree trattate e della sfigmicità arteriolare
  • Stimolazione della sintesi del collagene
  • Neoangiogenesi
  • Attivazione recettoriale e Lipolisi: la CO2 attiva come effetto secondario la lipolisi e la lipoclasi della membrana dell’adipocita

CAMPI DI APPLICAZIONE:

  • Trattamento cellulite e Adiposità localizzata
  • Anti Aging: Rivitalizzazione delle aree cutanee del viso, del collo e del decolté
  • Ringiovanimento Genitale
  • Trattamento delle Occhiaie
  • Trattamento Ulcere Diabetiche
  • Trattamento del Linfedema ed Edema degli arti inferiori
  • Miglioramento della circolazione: riduzione ritenzione idrica localizzata
  • Trattamento di pazienti arteriopatici, stasi del microcircolo (media insufficienza venosa)
  • Trattamento patologie artrosiche, reumatiche e periartriti in ortopedia
  • Trattamento psoriasi
  • Trattamento alopecia areata
  • Terapia del dolore e Medicina Sportiva (Cervicalgia, Tendiniti, Epicondiliti, …)
  • Pre e post intervento chirurgico
  • Trattamento cicatrici chirurgiche
  • Trattamento Smagliature

TECNICA:

Il trattamento si effettua con un’apparecchiatura (DTA MEDICAL) che produce biossido di carbonio allo stato gassoso, il quale viene poi iniettato nei tessuti con aghi da filler (30-32 G) collegati direttamente al tubo della macchina.
Ogni seduta dura circa 15-30 minuti.
Di solito, si effettuano 1 o 2 a sedute settimana per 8-10 settimane. Successivamente i protocolli prevedono una seduta ogni 15 giorni per circa 5 volte .
Gli effetti durano fino a 6 mesi. Dopo sono necessarie alcune sedute (3-5) di mantenimento.

ANESTESIA:

Sottoporsi alla carbossiterapia non richiede anestesia, poiché le micro-iniezioni provocano solo un lieve fastidio.

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La PEFS interessa circa l’80% delle donne italiane.
È un’alterazione del tessuto sottocutaneo ricco di cellule adipose. Il tessuto adiposo fa la sua comparsa verso la 28° settimana di gestazione , successivamente alla pubertà, con i diversi tipi di ormoni va a rappresentare il 15% della massa corporea nell’uomo ed il 22% nella donna.
Dopo la pubertà la cellula adiposa che contiene il grasso può aumentare solo di volume e non di numero.
Il termine “cellulite” venne introdotto nel 1922 e definiva le modificazioni del pannicolo adiposo sottocutaneo. Per molti anni tale termine definiva la “cellulite” come una infiammazione degli adipociti sottocutanei. Dal 1982 si chiarirono gli aspetti istopatologici della “cellulite” stabilendo che era doveroso distinguere due situazioni diverse:

  • L’adiposità localizzata (AL) = semplice aumento degli adipociti
  • La panniculopatia edemato-fibro sclerotica (PEFS) = la “cellulite”
  • La PEFS è un vero e proprio “disordine microvasculo-tissutale”

Alla base di tutto si ha una alterazione del microcircolo veno-linfatico, quindi una ipo-ossigenazione del tessuto, che con il tempo conduce ad una stasi circolatoria e ad un accumulo di liquidi e cataboliti (scarti del metabolismo della cellula) a livello dell’interstizio (spazio compreso tra le cellule). La cellula viene quindi a trovarsi in uno stato di sofferenza generale non riuscendo più ad eliminare le sostanze di rifiuto e l’accumulo delle stesse rende difficoltoso l’arrivo di ossigeno ed elementi nutritivi per la cellula stessa. Il tessuto forma nuove fibre di collagene che legano gli adipociti (cellule di grasso) tra di loro, formando veri e propri gruppi di noduli, micronoduli.
Con il progressivo aggravamento del danno, tali noduli aumentano di numero e dimensione, tendendo ad unirsi formando noduli palpabili sulla superficie cutanea. In questo contesto, il danno vascolare è progressivo aumenta l’incapacità di drenare i cataboliti cellulari e di conseguenza la sofferenza cellulare, che condurrà con il tempo alla fibrosi e alla sclerosi del tessuto.
La cellulite è quindi caratterizzata dall’aumento del volume delle cellule adipose e dall’accumulano di liquidi (residui dei processi biochimici dell’organismo) in eccesso negli spazi intracellulari. L’equilibrio del sistema venoso e linfatico modificato con un rallentamento del flusso sanguigno e una ritenzione di liquidi da parte dei tessuti.

SEGNI e SINTOMI

Presenza di micro o macronoduli, percepibili alla palpazione
Cute ipotermica (fredda)
Possibile presenza di smagliature e/o teleangiectasie (capillari) con predisposizione ai piccoli ematomi (“lividi”)
Cute ipotonica ed ipotrofica che segue la postura
Dolore alla palpazione
Pesantezza e/o stanchezza degli arti

GLI STADI

Man mano che il danno vasculo-tissutale aumenta è possibile evidenziare un peggioramento del quadro anatomofunzionale.
E’ vero però che gli stadi sono solo delle evoluzioni e dei peggioramenti didattici ma nella realtà, nella stessa persona, quasi sempre, troviamo zone cutanee con stadi diversi di Pefs.

I stadio (edema) – Si ha una iniziale alterazione della permeabilità capillare. In questo stadio la paziente avverte solo un’iniziale pesantezza agli arti inferiori.

II stadio (modificazione dell’adipocita) – Si ha un progressivo accumulo di scorie metaboliche che vengono eliminate in modo sempre più difficoltoso. Inizia a farsi evidente l’aspetto della cute a “buccia d’arancia”, un piccolo accumulo adiposo e la cute perde parte della sua elasticità.

III stadio (fibrosi) – Inizia a comparire la fibrosi del tessuto e anche le prime teleangiectasie (capillari). Alla palpazione il tessuto risulta pastoso e si avverte la presenza di piccoli noduli. La cute può risultare fredda e dolente alla palpazione.

IV stadio (fibrosi avanzata) – In questo stadio la fibrosi dei tessuti inizia a farsi evidente; la palpazione suscita vivo dolore. L’arto inferiore presenta segni e sintomi legati all’insufficienza vascolare.

V stadio (sclerosi) – In questo stadio (irreversibile) vi è una vera e propria fibrosi e sclerosi dei tessuti.

LE CAUSE:

Molte sono le cause e spesso dipendente da vari fattori che si sommano fra loro. I fattori primari non sono causati da noi e quindi non sono eliminabili (ad es. il sesso, la razza o la familiarità). Definiamo secondari gli altri fattori che sono collegati all’andamento della nostra vita, o collegati a patologie particolari o all’assunzione di farmaci. Poi ci sono i fattori aggravanti dovuti al nostro stile di vita che possono essere controllati adottando uno stile di vita diverso (ad es. abitudini alimentari, fumo o sedentarietà).
Ci sono inoltre altri fattori da conoscere che possono facilitare la formazione di cellulite come ad esempio il ciclo mestruale, infatti l’aspetto a buccia d’arancia nel periodo pre mestruale si accentuaciò è provocato da un eccesso dell’ormone prolattina che giustifica la ritenzione idrica e dal fatto che prima del ciclo l’organismo aumenta le proprie capacità di elaborazione degli zuccheri che servono a loro volta per aumentare la serotonina, la quale provoca variazioni di peso e di volume del pannicolo adiposo intensificando l’aspetto a buccia d’arancia.
Anche la pillola anticoncezionale e le cure estrogeniche creando ritenzione idrica tendono ad aggravare la tipologia.
La cellulite peggiora anche durante la gravidanza quando aumenta il livello degli estrogeni
Spesso la cellulite aumenta dopo la menopausa.
La menopausa provoca ovviamente una riduzione degli ormoni, un abbassamento degli estrogeni. La carenza di estrogeni dà meno problemi di ritenzione idrica e di ristagno dei liquidi di circolazione sanguigna, ma fa aumentare notevolmente l’appetito, quindi non è di per sé la menopausa ad aumentare il problema cellulite, bensì l’aumento di peso
La cellulite è classificata come un’affezione patologica autonoma con ripercussioni sulla salute
Lo sport e buona alimentazione aiutano il corpo a mantenere una forma fisica ottimale, ma non possono bastare per ridurre o eliminare la cellulite.

I TRATTAMENTI:

E’ possibile effettuare la diagnosi mediante l’esame obiettivo. Conoscere le cause è fondamentale per poter avviare il percorso terapeutico più adeguato ad ogni paziente e ad ogni tipo di cellulite. Individuare il problema per arrivare alla soluzione, perché pur essendo legata a fattori genetici, la cellulite dipende spesso dalla ritenzione idrica, una non equilibrata alimentazione e poco movimento. Esistono dei trattamenti specifici che possono se non risolverla del tutto, quantomeno attenuarla e curarla, riducendola nel tempo.
Tenendo come base la CARBOSSITERAPIA, è possibile abbinarvi la MESOTERAPIA DRENANTE o il TRATTAMENTO LIPOLITICO CON FOSFATIDILCOLINA o la CAVITAZIONE .

CARBOSSITERAPIA

Ha grande validità sia da sola che associata con la mesoterapia o con un trattamento lipolitico. Il gas riesce a penetrare all’interno del tessuto adiposo dopo l’inoculazione, rompe gli adipociti (le cellule di grasso) e libera dagli adipociti i trigliceridi e il colesterolo. Inoltre permette una maggior cessione di ossigeno da parte dei globuli rossi e pertanto una maggior ossigenazione della nostra cellula di grasso. Questo porta ad un miglioramento netto e marcato dell’aspetto a buccia di arancia e anche ad un miglioramento della silhouette, quindi del disegno della gamba, con una riduzione dei centimetri. L’anidride carbonica, utilizzata per stimolare la rigenerazione cellulare, potenzia gli effetti di una MESOTERAPIA DRENANTE, trattamento questo che riduce la ritenzione idrica, drena i tessuti dalle scorie e migliora la circolazione.

TRATTAMENTO LIPOLITICO

Con Fosfatidilcolina e Acido Dessossicolico

MESOTERAPIA DRENANTE

La mesoterapia è una delle prime terapie che si è effettua per la cellulite. Consiste nell’iniettare nel derma medio delle sostanze che hanno attività lipolitica e drenante e che favoriscono il drenaggio linfatico ed hanno anche un’attività di sostegno al microcircolo.

CAVITAZIONE

Le onde d’urto agiscono direttamente sul metabolismo cellulare con un effetto rigenerativo importante. La modulabilità del trattamento consente di intervenire non solamente in presenza di cellulite ma anche con piccoli accumuli di grasso grazie alle onde planari. L’uso combinato con la CARBOSSITERAPIA permette un’azione in profondità sia per combattere la cellulite sia per restituire alla pelle una maggiore tonicità.

TRATTAMENTO CON AGHI NOKOR (AGHI BRASILIANI)

La cellulite fibrosa difficile è responsabile della cosiddetta cute a “materasso” che si forma principalmente sulla zona sedere delle donne. Direttamente dal Brasile la dottoressa Dalila Vergani ha importato una tecnica rivoluzionaria che garantisce massima efficacia e risultati eccellenti: i Brazilian needles (aghi brasiliani o aghi Nokor).
Si tratta di aghi speciali, la cui parte terminale è triangolare (junction plane). Quest’ultima consente l’incisione a livello profondo nel derma dei setti fibrosi (i filamenti che determinano i buchi a materasso), che “tirando” la pelle verso l’interno sono responsabili delle depressioni tipiche della pelle a materasso.
Inizialmente il medico specialista somministra una leggera anestesia locale nelle zone ove sono presenti le fossette (o cicatrice da depressione) più profonde, quindi si inserisce l’ago a pochi millimetri sotto cute. La punta triangolare è orientata parallelamente alla pelle appena sotto il derma. Mediante l’ago, il medico va a rompere il setto fibroso che determina la rientranza sulla pelle (buco o fossetta) “a materasso” e permette alla pelle di sollevarsi.

Si consiglia di ripetere il trattamento sullo stesso buco una volta ogni due settimane per un totale di tre trattamenti.

RISULTATI

  • Eliminazione dei tralci fibrosi
  • Pelle compatta

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Mesoterapia deriva da mesoderma, termine che rappresenta lo strato medio-profondo della cute. La mesoterapia viene definita tale poiché le sostanze iniettate possono penetrare fino al mesoderma
La mesoterapia è una tecnica che consiste, principalmente, nell’eliminazione del ristagno di liquidi nei tessuti cutanei e sottocutanei , la cosiddetta ritenzione idrica.
Si tratta quindi di una terapia molto richiesta per risolvere gli inestetismi della cellulite.
La mesoterapia si pone l’obiettivo primario di disintossicare l’organismo dalle scorie in eccesso, eliminare i liquidi e, contemporaneamente, tonificare ed elasticizzare la cute.

La mesoterapia può essere supportata da terapie complementari quali  massaggi linfodrenanti, carbossiterapia, idromassaggi, liposuzione,… Può essere consigliato al paziente  anche l’assunzione di alcuni estratti vegetali (come estratto di betulla, ananase, centella asiatica, rusco, ..) farmaci che possano coadiuvare la mesoterapia: per esempio, se il problema è la cellulite, il soggetto può assumere sostanze che migliorino il microcircolo (Arvenum, Venoruton,…) ed agiscono a livello dei vasi, aumentandone la resistenza .

In genere, con un’unica  seduta mesoterapica non si possono notare miglioramenti significativi; solitamente, per ottenere risultati soddisfacenti, il paziente si deve sottoporre ad un minimo di 8-10 sedute di mesoterapia

TECNICA:

La mesoterapia consiste nell’iniezione intradermica di farmaci. L’iniezione va effettuata tramite un sottilissimo ago.
La somministrazione intradermica appare molto più vantaggiosa rispetto a quella sistemica; infatti, mentre quest’ultima necessita il raggiungimento di una concentrazione plasmatica minima che garantisca l’effetto terapeutico, attraverso la mesoterapia l’iniezione permette non solo di raggiungere i distretti con una dose inferiore, ma anche di ridurre i tempi d’attesa per far sì che il farmaco svolga la propria attività. La mesoterapia, quindi, non necessita concentrazioni di farmaco elevate, e la sua azione, immediata, si prolunga per alcune ore.

Prima di effettuare l’iniezione, la Dr.ssa Dalila Vergani si deve accertare che il paziente non sia allergico al farmaco usato, per evitare spiacevoli manifestazioni avverse.

Esistono mesoterapie con farmaci della medicina tradizionale (allopatici), e con farmaci che hanno un’efficacia un pochino più lenta nel tempo (omeopatici)ma che mette al riparo da allergie o fenomeni di intolleranza ai prodotti farmaceutici.

La tipologia di farmaco viene valutata dalla Dr.ssa Dalila Vergani dopo un attento esame obiettivo della patologia.

I farmaci più usati :

Alidya

Prisma

Lymphomyosot

Galium

Hamamelis

Lymidral

ANESTESIA:

La mesoterapia non comporta dolore, di conseguenza i pazienti non sono anestetizzati .

TEMPI DI RECUPERO:

Dopo il trattamento mesoterapico, la pelle potrebbe presentare pomfi che scompaiono dopo poche ore. Gli aghi utilizzati, seppur estremamente sottili, potrebbero provocare piccoli ematomi, a tal proposito, è preferibile l’utilizzo dell’ago singolo per mesoterapia.
Il farmaco iniettato tende a rimanere nella zona trattata fino a 12 ore, poiché l’assorbimento dello stesso, a livello dermico, appare relativamente lento. Ad ogni modo, è improbabile che il farmaco diffonda nelle aree vicine, poiché tende a rimanere nell’area circoscritta. Proprio per questo motivo gli effetti collaterali che derivano dalla mesoterapia sono molto ridotti e vengono di gran lunga superati da quelli terapeutici.

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La mesoterapia antalgica, è un trattamento utilizzato per alleviare il dolore nei pazienti affetti da malesseri che interessano articolazioni, muscoli e ossa, sia in fase acuta che cronica.
La tipologia di farmaci impiegati dipende dalla patologia trattata e la scelta è concordata con la Dottoressa Dalila Vergani a seguito della visita anamnestica, così come la frequenza delle sedute e la durata dell’intero ciclo.

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La Leclisi o Lipodissolve è un trattamento relativamente nuovo in cui viene iniettato un farmaco allopatico che si chiama fosfatidilcolina con Acido Desossicolico o utilizzando Prostolane Inner-B.

La Fosfatidilcolina fu scoperta nel 1850 da Maurice Gobley ed è costituita da un gruppo fosfato, da due acidi grassi e dalla colina. Le proprietà anfipatiche sono date da una testa idrofila e da due code lipofile. Proprio questa caratteristica rende questa sostanza applicabile in campo medico e, soprattutto, nel trattamento delle iperlipidemie e delle patologie epatiche.

La fosfatidilcolina è soprattutto valida per ridurre lo spessore del pannicolo adiposo, in quanto crea necrosi del tessuto adiposo, con una riduzione drastica del pannicolo. Le sedute di Lipodissolve sono utili per trattare piccole aree di grasso. Per i volumi adiposi eccessivi, la liposuzione resta infatti, senza alcun dubbio, la soluzione migliore. Con questa tecnica si può intervenire su tutte le aree del corpo ed è possibile affinare addome, glutei, cosce, braccia e nelle aree del viso interessate da inestetismi quali borse e doppiomento.

I risultati si raggiungono con tempistiche sempre soggettive in base alla risposta personale al trattamento stesso ed alla gravità della problematica da cui si parte. E’ il medico che progetta personalmente il percorso necessario. È sempre molto importante proseguire le sedute con costanza ed a intervalli regolari per ottenere buoni risultati

TECNICA

Prima di effettuare l’iniezione, il paziente viene attentamente valutato e si stabilisce dove e come intervenire. Successivamente e in maniera abbastanza veloce, uno sottilissimo ago viene fatto penetrare a contatto con il tessuto adiposo. In pochi minuti si riescono a trattare due o tre aree. Nei giorni successivi si possono presentare leggeri dolori, gonfiori, noduli e piccole ecchimosi che scompaiono nel giro di qualche giorno. Queste leggere manifestazioni sono la causa dell’attività lipolitica della Fosfatidilcolina e dell’acido desossicolico. Successivamente, il grasso disciolto viene eliminato attraverso l’apparato urinario.

ANESTESIA:

La liposcultura non chirurgica non comporta importante dolore, di conseguenza i pazienti sono anestetizzati localmente.

TEMPI DI RECUPERO:

Il paziente può riprendere immediatamente le sue normali attività quotidiane e, se lo desidera, può sin da subito praticare attività sportiva.

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La cavitazione è un trattamento innovativo per la riduzione del grasso che funziona con onde sonore ultrasoniche a bassa frequenza che trasmettono l’effetto cavitativo agli adipociti ( le cellule di grasso ) ciò le consente di essere utilizzata in modo semplice e sicuro.

Il trattamento prevede la generazione del fenomeno di cavitazione mediante l’utilizzo di ultrasuoni erogati da apposite sonde.
Quando la cavitazione viene impiegata per il trattamento delle adiposità localizzate, questi strumenti generano ultrasuoni a frequenze ben definite, che raggiungono il tessuto adiposo . Gli ultrasuoni così erogati sono in grado di provocare variazioni di pressione e di temperatura nel fluido interstiziale presente fra gli adipociti (cellule di grasso)

Queste variazioni fanno sì che avvenga la rapida formazione di microbolle di vapore. Tali bolle, sotto l’influenza degli ultrasuoni, aumentano e diminuiscono il loro volume in maniera molto rapida, fino ad arrivare a implodere.
Le implosioni delle microbolle generano energia meccanica e pressioni molto elevate e localizzate, che causano la rottura delle membrane cellulari degli adipociti circostanti, con conseguente fuoriuscita di trigliceridi e colesterolo (grassi) in essi contenuti.
I lipidi così fuoriusciti dagli adipociti distrutti vengono allontanati dall’area trattata attraverso il sintema linfatico per poi essere processati dal fegato e in seguito eliminati, esattamente come avviene per i grassi assunti tramite l’alimentazione.
La cavitazione medica si avvale di strumenti che generano ultrasuoni a basse frequenze (30-40 Kilo Hertz, KHz) e che riescono a penetrare fino allo strato adiposo sottocutaneo.
Gli ultrasuoni emessi devono essere sufficientemente penetranti e potenti da provocare la lisi delle cellule adipose, ma non tanto potenti da compromettere l’integrità di altri organi o tessuti, vasi sanguigni o muscoli.

Prima di procedere con il trattamento viene eseguito un colloquio preliminare con il medico necessario per valutare quali aree devono essere trattate e la loro estensione, così com’è necessario per stabilire se la cavitazione è il trattamento che meglio si addice a quel determinato paziente.
Infatti, è fondamentale ricordare che la cavitazione è indicata per eliminare quelle adiposità localizzate che non si riescono a eliminare con la dieta e l’attività fisica. Ad ogni modo, se il medico ritiene che la cavitazione possa essere eseguita, allora prescriverà al paziente l’esecuzione di esami del sangue specifici per verificare parametri come i livelli di colesterolo e la funzionalità epatica e renale, in maniera da escludere la presenza di eventuali controindicazioni all’esecuzione del trattamento.
Normalmente, la cavitazione medica non richiede particolari preparazioni prima della sua esecuzione. Tuttavia, è molto importante che il paziente beva molti liquidi e si idrati abbondantemente nei due o tre giorni che precedono il trattamento.
L’idratazione dev’essere effettuata allo scopo di far arricchire di liquidi interstiziali le zone che devono essere trattate. Infatti, tanto maggiore è il contenuto di liquidi, tante più microbolle verranno prodotte dagli ultrasuoni e tanto più efficace risulterà la cavitazione.
Nel caso in cui il paziente non sia in grado di idratarsi correttamente, è possibile iniettare della soluzione fisiologica nel tessuto sottocutaneo qualche minuto prima di iniziare la procedura.

TECNICA:

Definite le zone da trattare si applica un gel sulla pelle e usando una speciale sonda ultrasonica esterna opportunamente sterilizzata, si somministra al paziente una densità di potenza.
La scelta della frequenza di emissione della sonda dipende dalla profondità che si desidera dall’azione: in generale la profondità di azione è 1,5-2,5 cm, fino a 3,5/4 cm o più.

Non è possibile applicare la stessa lunghezza d’onda a tutti visto che non tutti hanno la stessa quantità di grasso localizzato. La lunghezza d’onda dipende quindi dal paziente. I trasduttori di pressione nella pelle devono essere di 1,3 kg e le sonde si muovono con un movimento circolare su tutta la superficie da trattare. Solitamente una sessione di cavitazione dura 20 minuti, a seconda del caso e il paziente.

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Dott. Dalila Vegani